Chi siamo

La politica, semplicemente
Chi siamo, qual è il nostro obiettivo
“Retwitto la politica” è una testata giornalistica online che nasce da un progetto editoriale innovativo. Come il nome stesso dichiara, la nostra prima fonte è Twitter.

E il nostro scopo è renderlo più leggibile e accrescerne la diffusione anche tra i non addetti ai lavori. Perché questa scelta? Perché Twitter ha due caratteristiche di segno opposto: tanto è attendibile in termini di contenuti e autori, quanto è debole per quanto riguarda la crescita dei suoi lettori.

Da un lato, i tweet sono tutti firmati da fonti autorevoli e certificate: i politici stessi o chi li segue da vicino. Pochi sono oggi coloro che si occupano di politica, in Italia e nel mondo, che non impiegano Twitter per far conoscere le loro opinioni. In alcuni casi lo hanno anche utilizzato e lo utilizzano come strumento strategico delle loro campagne o alternativa al dialogo con la stampa (pensiamo a Macron e a Trump). Per questo il mondo dell’informazione è sempre più attento a questo social: quante volte le grafiche dei telegiornali o dei talk show sono alimentate da Twitter?

D’altro lato, il numero degli utenti di Twitter è stagnante. Anche se il primo trimestre 2017 ha visto una leggera crescita dell’audience (328 milioni contro 319 del trimestre precedente), il portale di microblog non riesce a decollare oltre i circa 300 milioni di fedelissimi e cresce molto meno degli altri social. Basti pensare che nel biennio 2014-2016 gli utilizzatori attivi di WhatsApp e Messenger sono aumentati di 500 milioni, quelli di Facebook di 467 milioni, quelli di Instagram di 300. Il giovane concorrente diretto di Twitter, Snapchat, di 87 e Twitter stesso, buon ultimo, di soli 31 milioni.

Che cosa significa? Che Twitter si posiziona sempre più come un mondo di addetti ai lavori: politici, giornalisti che seguono la politica e un ristretto pubblico di appassionati o militanti. Di conseguenza, il linguaggio impiegato nei post diventa involontariamente “gergale”: spesso ci si trova di fronte a scambi o polemiche di cui è difficile cogliere rapidamente il senso per un utente nuovo che si affaccia, per la prima volta, alla soglia di questo ambiente “chiuso”.

Il nostro portale si prefigge di “retwittare” la politica italiana rendendola più leggibile. Come? Attraverso un sistema di monitoring costante dei profili dei principali politici e opinion leader, i cui tweet verranno riproposti in ordine cronologico e anticipati o commentati dalla redazione, che a sua volta userà il sistema classico di Twitter: tutti i nostri interventi saranno di 280 caratteri e potranno essere accompagnati da brevi notizie o interviste in video, ciascuna della durata di 280 secondi.

La nostra sfida è infatti restare brevi, ma essere chiari. E il nostro obiettivo è arrivare a raggiungere, in questo modo, un pubblico di lettori (ed elettori) più vasto di quello che frequenta abitualmente la piattaforma di Jack Dorsey.

A questo intento si affianca un valore che guida il nostro lavoro: la battaglia contro le fake news, sempre più viva e sempre più attuale come dimostrano le prese di posizione, più o meno convinte, dei principali operatori della rete, l’ultima relazione annuale dell’Agcom e il dibattito sulla libertà di espressione che vi ha fatto seguito. Lungi dall’auspicare un “poliziotto del web”, riteniamo che l’attendibilità delle fonti sia lo strumento più efficace per informare correttamente. Ed è quello che ci proponiamo di fare.

Infine, aggiungeremo ogni giorno uno strumento di valutazione dei temi d’attualità: la rubrica “Top 10”, in cui i tweet saranno classificati in base alla loro popolarità oggettiva, analizzando il numero di like e di retweet degli utenti. Questo ranking, più che mai democratico e trasparente, potrà diventare una chiave di lettura dell’interesse suscitato da notizie e prese di posizione presso chi le legge.

Il nostro monitoring toccherà d’ufficio le principali figure politiche e i maggiori influencer politici italiani, ma è pronto ad aprirsi e ampliare il proprio raggio d’azione. Consigliamo quindi a chi volesse essere seguito da noi di comunicare il proprio account alla nostra redazione: questo non garantirà di per sé la pubblicazione dei tweet, ma potrà aiutarci ad allargare lo spettro degli interventi cui presteremo quotidiana attenzione.

Un’ultima parola sul nostro motto: “La politica, semplicemente”. Ha un duplice significato: innanzi tutto vuol dire che ci occupiamo solo di politica. E poi che ci prefiggiamo di renderla semplice: cioè più facile da interpretare anche per chi non la segue o non la vive.

Questo sarà il primo e ultimo pezzo del portale che va oltre i 280 caratteri… D’ora in poi, la brevità sarà la nostra cifra, insieme con la chiarezza.

Buona lettura a tutti.